di Francesca Ricci, presidente

Fermiamoci un attimo! oltre che “fare” ricordiamoci che abbiamo bisogno di “pensare”. Non possiamo esimerci né da una cosa né dall’altra.

Vogliamo mettere uguale impegno ed energie su entrambe. A dirsi potrebbe sembrare banale, ma non lo è. Siamo consapevoli che a volte facciamo diversamente da come vorremmo.

Ci impegniamo quotidianamente per conciliare una attenta e non superficiale lettura dei bisogni emergenti, un operare professionale e di prossimità, un programmare e progettare azioni rispondenti alle persone in difficoltà.

Lettura dei bisogni: basta poco per distrarsi un attimo e continuare a proporre servizi obsoleti per come si è modificata la società. Basta poco per andare dietro ai filoni di finanziamento più accessibili. Ma invece dove deve fermarsi l’attenzione? Massima concentrazione nel perseguire sempre e comunque la nostra mission.

Il nostro agire quotidiano: attenzione alla stanchezza che porta ad abbassare il livello di vicinanza con l’altro. Attenzione alla routine che, se meccanica, perde tutto il valore che ha la quotidianità. Dobbiamo vivere ogni giorno veramente come nuovo ed irripetibile, qui sta la ricchezza, la bellezza dell’agire quotidiano.

Programmare, progettare, pensare: un buon agire perde velocemente la sua bontà se non si basa su una salda progettazione che sappia essere mutevole e non monolitica. Vogliamo essere artefici e dare contenuto a ciò che facciamo, ogni minima cosa se frutto riflessione e analisi acquista valore.

Valore: Cosa è per noi questa parola tanto usata e bistrattata?
Il nostro lavoro ha valore nella misura in cui ogni fase, ogni pensiero, ogni azione è volta al benessere delle persone a cui offriamo i nostri servizi e delle persone con cui lavoriamo, i nostri colleghi. Non vogliamo sottovalutare il benessere di ciascun collega, come si può offrire accoglienza se non si è noi stessi per primi accolti?
Forse c’è una stanchezza fisiologica nel lavorare con impegno, ma questa ce la portiamo sulle spalle come un ricco bagaglio, se c’è stanchezza vuol dire che si è fatto cose.

Analizzando in modo analitico e costruttivo il nostro agire possiamo portarci a casa una esperienza e possiamo imparare costantemente. Siamo sempre pronti a metterci in discussione perché vogliamo crescere!

Siamo qui con le mani sporche, siamo uomini e donne che non vogliono fare altro che donare la loro umanità ad altri uomini e donne.